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Oltre i cookie di terze parti: il futuro dell’eCommerce con il CRM Marketing

La prossima eliminazione dei cookie di terze parti e l’espansione dell’uso dell’intelligenza artificiale vedranno sconvolte le strategie di ciascun eCommerce, contesto nel quale il CRM Marketing sarà di grande aiuto agli operatori del settore. Questi cambiamenti richiederanno un ripensamento sulle strategie del database, dall’acquisizione dei contatti al mantenimento degli esistenti, dove l’uso dell’AI sarà fondamentale per fare interagire gli utenti in maniera più coinvolgente.

Siamo qui a parlarne con Elisabetta Bruno, CEO di Think:able, azienda che affianca i reparti marketing per creare piani misurabili con obiettivi commerciali.

Ciao Elisabetta, ci racconteresti quali sono secondo te i principali cambiamenti nel tuo settore per il 2024?

Anche il settore del CRM Marketing sta vivendo una vera e propria rivoluzione, dovuta in gran parte all’eliminazione dei cookie di terze parti e all’espansione dell’uso dell’intelligenza artificiale. 

La scomparsa dei cookie di terze parti rappresenta una sfida significativa, poiché limita la nostra capacità di tracciare gli utenti con la flessibilità a cui eravamo abituati. Questo cambiamento ci costringe a ripensare le nostre strategie di acquisizione contatti, rendendo indispensabile l’implementazione di moduli contatto per raccogliere le email degli utenti. Per un e-commerce, ad esempio, la raccolta di email non deve essere vista solo come un mezzo per facilitare l’acquisto, ma sarà fondamentale anche per dare accesso a contenuti di valore, come quelli del blog, ai cataloghi esclusivi e altre iniziative. L’offerta di contenuti diventa quindi un requisito essenziale per interagire con i clienti in questo nuovo panorama digitale.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale non solo ci assiste nella creazione di contenuti di qualità, ma nel prossimo futuro potrà anche rivoluzionare il modo in cui presentiamo i prodotti agli utenti. Immaginiamo un sistema in cui, al posto di navigare tra pagine e cataloghi, gli utenti possano semplicemente richiedere ciò che cercano attraverso domande in un campo di ricerca, in maniera simile a quanto già fa ChatGPT. Questa evoluzione renderà l’interazione con i clienti più diretta e personalizzata, trasformando radicalmente l’esperienza di acquisto online.

Per navigare con successo in questo scenario in rapida evoluzione, è fondamentale che il nostro approccio sia rigorosamente data-driven. La pianificazione e l’implementazione delle strategie di contatto dovranno essere estremamente precise e dettagliate, sfruttando i dati a nostra disposizione per comprendere al meglio le esigenze e i comportamenti dei nostri clienti. Solo così potremo adattarci efficacemente ai cambiamenti in atto, garantendo al contempo di mantenere e rafforzare la nostra connessione con il pubblico.

Ci puoi dire i 5 consigli che daresti ad un eCommerce Manager per la gestione ottimale del suo eCommerce nel tuo campo di specializzazione?

Il primo punto su cui mi concentrerei riguarda la creazione e la gestione di un database di contatti. Questo è un aspetto vitale per generare opportunità di business, in quanto la vendita inizia quasi sempre con la registrazione di un contatto. Dato l’aumento dei costi di acquisizione, diventa cruciale non solo acquisire nuovi contatti ma ottimizzare questo processo. Un database efficace non comprende solo clienti attivi ma anche prospect, il che ci consente di lavorare su di loro organicamente abbattendo i costi pubblicitari iniziali e di lavorare successivamente sulla conversione attraverso strumenti diversi.

Secondo, è essenziale gestire il contatto a database attraverso una profilazione accurata, inviando comunicazioni personalizzate basate sulle esigenze e preferenze dell’utente. Utilizzando l’automation in modi creativi, attraverso email, social media, WhatsApp, e altri canali, possiamo migliorare il dialogo con il cliente e guidarlo efficacemente verso l’acquisto.

In terzo luogo, è imperativo monitorare costantemente le strategie adottate, adottando un approccio data-driven. Impostare KPI chiari e utilizzare dashboard dedicate permette di adeguare rapidamente le azioni in base ai risultati ottenuti, garantendo una gestione agile e reattiva della nostra piattaforma eCommerce.

Quarto, ascoltare attivamente i clienti è fondamentale per migliorare continuamente il servizio offerto. La qualità del servizio, e in particolare l’efficacia del customer care, spesso determina la scelta del brand da parte dei consumatori. È quindi d’obbligo prendere seriamente i feedback dei clienti, servendosi anche di sistemi di recensioni verificate, per adattare l’offerta e il supporto pre e post vendita in base alle loro esigenze.

Infine, investire nella formazione continua del team è essenziale. Mantenere il personale aggiornato sulle ultime tecnologie e strategie di marketing non solo aiuta a superare le sfide operative ma anche a migliorare costantemente le performance dell’eCommerce.

Rispetto al documento che ti abbiamo condiviso, ti ritrovi con le previsioni? A tuo avviso cosa cambierà davvero? A cosa dobbiamo dedicare la giusta attenzione?

Mi trovo in piena sintonia con gli scenari delineati, soprattutto per quanto concerne l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale nel settore del marketing. 

L’intelligenza artificiale generativa rappresenta un’area particolarmente promettente, con il potenziale per rivoluzionare aspetti cruciali come la SEO, la generazione di contenuti e l’ottimizzazione delle schede prodotto. Queste innovazioni possono significativamente ridurre il carico di lavoro manuale, permettendoci di focalizzare le risorse umane su attività ad alto valore aggiunto. Immaginare un futuro in cui la creazione di contenuti pertinenti e la personalizzazione delle esperienze utente siano guidate da algoritmi intelligenti è non solo affascinante ma realistico, data la traiettoria attuale della tecnologia.

Concordo anche pienamente sull’importanza del posizionamento del brand nel processo decisionale del consumatore. L’era in cui le scelte di acquisto erano guidate principalmente da considerazioni di prezzo e sconto sta rapidamente cedendo il passo a un contesto in cui i valori e l’identità del brand giocano un ruolo centrale. I consumatori, sempre più informati e consapevoli, tendono a preferire aziende che manifestano un chiaro impegno verso la sostenibilità, la gestione etica della privacy e la trasparenza nella raccolta dei dati. Questi elementi, uniti a una posizione ben definita su questioni sociali e ambientali, diventano determinanti non solo per attirare nuovi clienti ma anche per fidelizzarli nel tempo.

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Su cosa ritieni necessario concentrarsi nei primi 6 mesi dell’anno?

L’anticipazione nelle strategie di marketing e l’ottimizzazione dell’organizzazione devono essere le principali preoccupazioni per i primi mesi dell’anno. Questo approccio porta a dei vantaggi competitivi soprattutto quando si tratta della vendita di prodotti stagionali.

La stagionalità, per l’appunto, gioca un ruolo cruciale nelle vendite. La sua influenza può alterare notevolmente i risultati di un’intera stagione, rendendo l’analisi dei dati dell’anno precedente un’attività imprescindibile. Solo attraverso un’attenta pianificazione basata su dati storici è possibile anticipare le esigenze del mercato e posizionarsi strategicamente per massimizzare le opportunità di vendita.

In questo contesto, ci sono due modalità principali per affrontare la pianificazione strategica in base alla stagionalità delle vendite. 

La prima modalità si rivolge a quelle imprese che sperimentano un andamento relativamente tranquillo nel corso del primo trimestre dell’anno. Per loro, i primi mesi rappresentano il momento ideale per organizzare e pianificare le attività di marketing previste per la primavera. Questo periodo di preparazione permette di approcciare la stagione con una strategia ben definita e pronta per essere attuata.

La seconda modalità, invece, suggerisce di iniziare la pianificazione ancora prima, idealmente già prima della fine dell’anno precedente. Settembre diventa così il mese dedicato all’osservazione e all’analisi, mentre ottobre è il momento per pianificare concretamente le attività. Questo approccio mira a evitare la frenesia e il caos che spesso caratterizzano l’inizio dell’anno, consentendo di affrontare i mesi successivi con una visione chiara e strategie già in atto.

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