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Oltre l’intuizione: l’analisi dei Dati come svolta per l’eCommerce

Nel 2024 diventa tassativo migliorare l’accuratezza dei tracciamenti e adottare una maturità digitale avanzata per una gestione data-driven nell’eCommerce. Questo deve essere fatto raccogliendo e interpretando i dati per guidare le decisioni aziendali, ottimizzare le campagne e migliorare l’esperienza utente. Di pari passo deve essere definita una data strategy, al fine di migliorare la qualità dei dati inviati alle piattaforme di advertising, e bisogna investire nella digital analytics per avere maggiore ROI.

Questi sono solo alcuni dei concetti toccati da Roberto Guiotto, Co-Founder di Tag Manager Italia, il primo centro di competenza italiano su Google Tag Manager e Analytics.

Prevedo, dunque, un avanzamento verso un contesto sempre più orientato al data-driven. Questo significa che le aziende dovranno non solo raccogliere dati in modo sistematico ma anche interpretarli e utilizzarli per guidare ogni aspetto della strategia aziendale, dalla personalizzazione delle offerte alla previsione delle tendenze di mercato. La capacità di sfruttare efficacemente i dati diventerà un fattore critico di successo, permettendo di ottimizzare le campagne pubblicitarie, migliorare l’esperienza utente e aumentare l’efficienza operativa.

Ci puoi dire i 5 consigli che daresti ad un eCommerce Manager per la gestione ottimale del suo eCommerce nel tuo campo di specializzazione?

Il primo consiglio che mi sento di dare è la realizzazione di quanto sia vitale avere una data strategy ben definita. Governare un eCommerce senza basarsi su dati consolidati e veritieri è una missione che si rivela priva di senso. Prendere decisioni informate dai dati non è solo una pratica consigliata, ma un requisito indispensabile per il successo nel business digitale.

Secondo, non si deve mai trascurare la qualità e la quantità dei dati inviati alle piattaforme di advertising. Spesso, l’attenzione può cadere eccessivamente sull’aspetto creativo delle campagne, trascurando l’importanza dei dati forniti. Una configurazione adeguata della digital analytics è cruciale per passare dati in modo accurato e migliorare così le performance delle campagne pubblicitarie.

Terzo, è essenziale concentrarsi su tutte le attività necessarie per rendere un eCommerce performante, come per esempio SEO, automation e advertising. Credo fermamente nella verticalità, nell’eccellenza in ogni singola area di attività, e per questo motivo è opportuno rivolgersi a professionisti specializzati per ciascun ambito. Questo approccio corale garantisce la massima efficacia e efficienza delle strategie implementate.

Quarto, incoraggio a esplorare e studiare le potenzialità offerte dalle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, sia da un punto di vista tattico che strategico. Tuttavia, è fondamentale ricordare che gli output generati dall’AI necessitano sempre della supervisione e della revisione dell’intelletto umano. L’AI deve essere vista come un supporto al processo decisionale, non come la soluzione definitiva a ogni sfida.

Il quinto consiglio si concentra sull’importanza del ritorno sull’investimento (ROI). È cruciale investire in digital analytics, poiché questa area inciderà sempre di più sul ROI delle campagne. Una gestione attenta e precisa dei dati non solo migliora le performance pubblicitarie ma contribuisce anche a una strategia complessiva più informata e, di conseguenza, più redditizia.

Rispetto al documento che ti abbiamo condiviso, ti ritrovi con le previsioni? A tuo avviso cosa cambierà davvero? A cosa dobbiamo dedicare la giusta attenzione?

Sì, le previsioni riportate nel documento credo siano non solo in linea con le tendenze attuali ma anche indicative delle direzioni future del nostro settore.

Un aspetto che ritengo particolarmente rilevante è l’omnicanalità. La capacità di offrire un’esperienza di consumo coesa e integrata su più piattaforme è diventata una prerogativa essenziale per i brand. I consumatori, ormai abituati a interagire con le aziende attraverso molteplici canali, considerano questa capacità non più come un valore aggiunto, ma come un elemento scontato. Questo trend sottolinea l’importanza per le aziende di sviluppare strategie omnicanale efficaci, capaci di incontrare i consumatori dove si trovano e di offrire loro un’esperienza di acquisto senza soluzione di continuità.

Altrettanto critica è la questione della protezione dei dati, un tema diventato di grande attualità e rilevanza. La crescente sensibilizzazione degli utenti riguardo alla sicurezza e alla privacy dei propri dati personali, stimolata anche dalle campagne informative promosse dai grandi brand, richiede un’attenzione sempre maggiore da parte delle aziende. È fondamentale adottare politiche trasparenti e sicure per la gestione dei dati dei clienti, non solo per adempiere agli obblighi legali ma anche per costruire e mantenere la fiducia dei consumatori.

Condivido pienamente anche l’importanza attribuita alla vicinanza del brand ai consumatori. I clienti tendono a legarsi ai brand che riflettono i loro valori e che dimostrano un comportamento etico e responsabile, oltre che per i prodotti che offrono. Questo significa che le aziende devono lavorare non solo sulla qualità e sull’innovazione dei loro prodotti ma anche su come comunicano i loro valori e si relazionano con il pubblico. Costruire un legame emotivo e di fiducia con i consumatori diventa quindi un aspetto strategico tanto quanto l’offerta commerciale.

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Su cosa ritieni necessario concentrarsi nei primi 6 mesi dell’anno?

Il primo punto su cui concentrarsi riguarda la necessità assoluta di implementare la consent mode v2 sui nostri account di Google Ads. Questo aspetto non è semplicemente una raccomandazione, ma una condizione fondamentale per continuare a fare pubblicità in modo profittevole. La mancata conformità a questa richiesta può portare Google a chiudere l’account del merchant, con conseguenze dirette sulla visibilità e sulle vendite online. È quindi cruciale verificare la conformità legislativa e tecnica rispetto alle nuove normative europee e alle esigenze dei vendor come Google, per garantire che le nostre attività pubblicitarie non siano interrotte e rimangano efficaci.

Il secondo punto su cui concentrarsi riguarda le imminenti modifiche nel trattamento dei cookie di terze parti da parte di Chrome a partire da giugno/luglio. Queste modifiche rappresentano un cambiamento significativo nel panorama della pubblicità digitale, poiché i cookie di terze parti saranno trattati in modo diverso rispetto ad oggi. Di fronte a questo scenario, diventa indispensabile esplorare e implementare soluzioni tecniche alternative, come il server-side tracking, per mantenere l’efficacia delle nostre campagne pubblicitarie. Senza queste adeguazioni, ci troveremmo di fronte a inserzioni sempre meno performanti, con un impatto diretto sulla nostra capacità di raggiungere e coinvolgere efficacemente il nostro pubblico target.

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